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Il dopo partita di oggi non è stato diverso dai soliti per lo speaker Andrea Scalvi letteralmente preso di mira da molti tifosi dei distinti che lamentano di non sentire una parola che una di quelle che lui dice.

E' la prima volta? No. Succede da settimane?No. Da mesi? No, da anni. Lo abbiamo scritto una volta? No. Due? Nemmeno. Lo abbiamo scritto molte volte senza che nulla accadesse. A parte qualche pulitina ai contatti dell'impianto e una visita di tecnici Agesp che sembrerebbe abbiano appurato il ... udite udite... il perfetto funzionamento dell'impianto. Una notiziona per il reparto marketing di Amplifon che potrebbe aver trovato un potenziale database di centinaia di persone sorde, o quasi. 

O forse, non c'è peggior sordo di chi non vuole sentire lasciando i tifosi nel silenzio totale.

Ci chiediamo il motivo per il quale Agesp non muova un passo per dimostrare efficienza e non inefficienza e il motivo per il quale sembrerebbe che ultimamente qualcuno di Agesp abbia fatto sapere che l'intervento non è al momento prioritario. Quindi, un problema vecchio di due anni non è prioritario? Cosa è prioritario? Stiamo parlando di un intervento che potrebbe costare di più che il cambio del sistema audio e che risolverebbe il problema in mezz'ora. Se Agesp ha l'intenzione effettiva di non intervenire, lo dica chiaro e tondo, faccia sapere la spesa così si cercherà un modo alternativo per risolvere in autonomia il problema. Pensare che dopo due anni di silenzi il pubblico debba ancora stare zitto comincia ad essere una pretesa troppo ottimistica.

Certo che una città di 80 mila abitante ferma su un problema di poche centinaia di euro non ci sta facendo una brutta figura da due anni. Prima era colpa di quelli che c'erano, oggi di quelli che ci sono, ma la sostanza non cambia.

Flavio Vergani

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