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Le grandi imprese vanno contestualizzate per capirne tutto il valore. Vanno certificate leggendo oltre il risultato. Un risultato che sorride ai tigrotti, visto che il pareggio ottenuto a Padova spezza le cinque vittorie consecutive della squadra tritasassi costruita per vincere il campionato. Leggasi, per favore, gli anni di nascita in distinta dei patavini e poi quelli della Pro Patria. Zero under da una parte, con zero nati dal duemila in poi per i padroni di casa e sei post duemila per i tigrotti. In porta, nel Padova, il fratello di Donnarumma, uno che ha fatto il secondo nel Milan, nella Pro Patria il giovane Rovida. Non finsice qua. Il Padova ha tanti "mila" non in campo, ma sulle tribune: 1.610 paganti, 2.264 abbonati, 12.269 euro di incasso.

All'Euganeo si sono scontrati due pianeti diversi: uno dove brilla sempre il sole e l'altro dove si deve fare di necessità virtù, che ne pensi Mister Possanzini. Due mondi diversi, con obiettivi diversi, investimenti diversi, ma con lo stesso risultato, almeno per oggi. 

Capite perchè parliamo di impresa? Perchè di impresa trattasi e speriamo che Mister Possanzini veda il match dei tigrotti in registrata, magari quel secondo tempo, nel quale i tigrotti hanno sfiorato il vantaggio con un gioco davvero di qualità poi buttato via da una uscita del giovane Rovida che si inventa lo Zenga dei mondiali persi con l'Argentina con una inutile e quanto mai avventata uscita alta che regalava il goal ai locali. Dall'altra parte invece, e qui sta la differenza tra essere un duemila e tre rispetto ad un millenovecentonovanta, Donnarumma ipnotizzava Castelli in un faccia a faccia che ha fatto gridare al goal.

L'idea di compiere un' impresa era ben salda nella mente biancoblu capeggiati da un Fietta monumentale ( la differenza tra essere un duemilaedue e un millenovecentottantaquattro) e impresa fu.

Fallo di mano di un difensore ospite a poco dal termine, breve rincorsa di Castelli che spiazzava un Donnarumma, che improvvisava la danza del ventre per distrarre il bomber ospite, che se ne fregava altamente di tale gigioneggiata e lo perforava all'incrocio dei pali.

Una solidità mentale impressionante ha permesso di coronare l'impresa e di non affondare in occasione del vantaggio patavino. La capacità di rispondere colpo su colpo ala capolista ha fatto capire che la Pro Patria ha ritrovato sè stessa dopo un inizio di campionato misterioso e inspiegabile..

Tre partite esterne con Pergolettese, Mantova e Padova, restituiscono due vittorie e un pareggio. Grasso che cola!

Ora, Mister Colombo dedicherà la settimana a trovare una soluzione estetica per il gioco dei tigrotti per far felice Mister Possanzini che con il suo Mantova mille firme arriverà allo "Speroni" nel prossimo turno di campionato. Presumibile che se la Pro Patria dovesse mostrare ancora aridità qualitativa nel suo gioco, fin da subito il tecnico virgiliano dirà ai suoi di perdere la partita, perchè, come noto, lui preferisce perdere cento partite, piuttosto che vincerle come ha fatto la Pro Patria a Mantova.

La Pro Patria invece che le vorrebbe vincere tutte e cento, da sempre fedele al motto che il piuttosto è meglio del niente, ringrazia anticipatamente scusandosi per l' eventuale bis dopo il sacco di Mantova.

Intanto, in caso di insuccesso, Mister Colombo chiederà alla Lega di giocare sempre in trasferta. 

Un po' scomodo per i tifosi, ma, visto il rendimento, si rischia la promozione in serie B.

Flavio Vergani 

PADOVA-PRO PATRIA 1-1 (0-0)

Reti: 16′ st Bortolussi (PAD), 37′ st rig. Castelli (PPA)

Padova (3-5-2): Donnarumma; Delli Carri, Crescenzi, Belli; Capelli (29′ st Kirwan), Fusi (29′ st Bianchi), Radrezza (35′ st Dezi), Varas, Villa (14′ st Favale); Palombi (14′ st Russini), Bortolussi. A disposizione: Zanellati, Rossi, De Marchi, Granata, Calabrese. Allenatore: Torrente.

Pro Patria (3-5-2): Rovida; Moretti, Fietta, Saporetti; Renault, Nicco (29′ st Marano), Bertoni (21′ st Lombardoni), Mallamo (29′ st Citterio), Ndrecka; Castelli (41′ st Ferri), Stanzani (21′ st Parker). A disposizione; Mangano, Vaghi, Bashi, Pitou, Piran, Minelli, Caluschi, Zanaboni. Allenatore: Colombo.

Ammoniti: Palombi (PAD), Bortolussi (PAD), Reanult (PPA)
Arbitro: Gigliotti di Cosenza
Collaboratori: Bianchi di Pistoia e Giudice di Frosinone
IV Ufficiale: Di Renzo di Bolzano

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